Mariangela Martino

VOGLIO VIVERE COSI’...E TU?


Canto e voce recitante: Mariangela Martino

Chitarra acustica e canto: Giulio Toninato

messa in scena : Giovanni Moleri - Teatro dell'Aleph


Con l'intimità di una chitarra ed il calore di due voci.

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Dalle romantiche serenate  cantate al balcone della bella a dissacranti racconti d'amore .


Così è nato VOGLIO VIVERE COSI', per cantare  Mina, Tenco, Nada, Bruno Martino e per raccontare  storie d'amore improbabili, comiche, a volte ridicole portati alla ribalta prima dall'avanspettacolo e dal varietà televisivo poi.

Le canzoni

- Woman in love (Barbra Streisand) 1979

- Big yellow taxi (Joni Mitchell) 1970

- Ma che freddo fa (Nada) 1969

- Sono come tu mi vuoi (Mina)   1967

- Taratatatata taratatata (Mina) 1967

- Lontano lontano (Tenco) 1966

- Un anno d'amore (Mina) 1964

- Mi sono innamorato di te ( Tenco) 1962

- Estate (Bruno Martino) 1960

- Non arrossire (Giorgio Gaber) 1960


Le storie

- Se non fossi morto mi metterei a ridere, storia che mette i mariti alla berlina  grazie a spassosi stratagemmi  di  mogli  ingegnose;

- Il pelliccione,  narra le vicende di una donna intenta a sbarazzarsi, in un modo assai bizzarro, di un  marito insopportabile;

- Il marito che doveva fare le faccende di casa,  racconta le peripezie di un uomo che, essendosi scambiato di ruolo con la moglie,  si cimenta nel lavoro domestico.

Scheda Tecnica:

Tipologia di spettacolo: recital

Durata: 50 minuti

In scena : una attrice e un musicista

Service audio-luci

Dimensioni minime palco: 7x6 metri

Audio :    

Mixer

Casse amplificate

2 casse spia

1 radiomicrofono con asta

2 microfono ad archetto

1 microfono con asta

cavi di collegamento

Luci:

dimmer

1 piazzato bianco

4 fari da 1000 W arancio

2 fari da 1000 W azzurri

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Giovanni Moleri  regista, fonda nel 1987 il "Teatro Dell'Aleph", dal 1992 è direttore artistico del Festival Internazionale di Teatro & Danza , nel 2000 fonda Alephcinemagrafia, autore di diversi testi e riviste, tra cui: L'impossibile Possibile, Colpo di Scena.


Il Teatro dell'Aleph elabora al suo interno una ricerca volta alla scoperta di quei principi che rendono affascinante l'opera teatrale ed estremamente vivo l'attore nel suo lavoro creativo, attraverso uno studio parallelo delle varie culture teatrali e l'incontro-scambio con artisti  di tutto il mondo. Il Teatro dell'Aleph ha presentato più volte i suoi  spettacoli all'interno di festival teatrali nazionali ed  internazionali.

RASSEGNA STAMPA

Varese Report    27 luglio 2011

“Voglio vivere così” con una Martino suggestiva. Canzoni d’amore, dialoghi sulla coppia, sorprese musicali, assai sfaccettato il percorso teatrale (peccato così breve) proposto ieri sera sul palco di Esterno Notte ai Giardini Estensi. Protagonista assoluta di questo “Alice allo specchio”, l’attrice e cantante Mariangela Martino, accompagnata alla chitarra e con interventi vocali da Giulio Toninato. Un modo per parlare d’amore con un pizzico di nostalgia grazie a brani tipicamente Sixties, ma senza mai dimenticare il magico tocco dell’ironia.

La Martino è attrice e cantante dagli innumerevoli registri, ma ieri sera appariva davvero al top quando interpretava “La Voce” italiana per eccellenza, Mina. E lo faceva – cosa difficilissima – in modo personale e mai incline agli stereotipi. Altrettanto indovinato il tono per raccontare i sentimenti coniugali messi alla prova, con un’ironia degna della miglior Franca Valeri, mentre i riferimenti ai passaggi storici italiani si sarebbero potuti tranquillamente tralasciare.

Dolce e romantica messa in scena, per voce e canzone. Ma non sono mancati momenti sopra le righe, come l’accenno di Toninato al main theme della serie tv western “Rawhide”, sì proprio quello che John Belushi e Dan Aykroyd cantavano nel locale western dei “Blues Brothers”, frustaccia alla mano e bottiglie di birra tirate sulla rete di protezione. Spiazzante e assolutamente encomiabile in uno spettacolo dedicato all’amore. Perchè, si sa, l’amore vive anche di sorprese inattese e di ricordi di bei momenti passati insieme in qualche locanda country.

Andrea Giacometti